Incontro “La famiglia nel mondo di internet e dei social: opportunità, luci e ombre”

Mercoledì 8 febbraio 2017 incontreremo il Prof. Luca Botturi in un incontro/dialogo per approfondire le tematiche connesse alle opportunità, ma anche alle insidie, nell’uso di internet e dei social.

Manzoni ci parla di noi?

Incontrare il testo con la lettura espressiva

Nell’ambito dello studio dei Promessi Sposi, i ragazzi di Seconda Liceo quest’anno hanno intrapreso un percorso di lettura espressiva guidato dall’attore Matteo Bonanni.

Stanno conoscendo I promessi Sposi, che innanzitutto è un’opera d’arte, e come tale parla di noi e può accompagnarci nel cammino di conoscenza di noi stessi. Manzoni, nel suo romanzo, ha saputo trovare la forma perfetta per comunicarci questa nostra umanità.

La lettura espressiva è un metodo privilegiato per entrare a fondo in un’opera: permette di cogliere come ogni parola sia misurata, come venga utilizzato un ritmo diverso in base al sentimento provato dai personaggi; ma anche di avvicinarsi alla vicenda e ai personaggi finché essi, e insieme ad essi Manzoni, non ci diventino familiari.

Certo che la lettura espressiva costa anche fatica: è un esercizio che ha le sue “regole”, dall’apertura della bocca, alla postura, all’uso di un certo tono di voce, all’accentazione delle parole più significative all’interno della frase; richiede continui tentativi e la pazienza di ascoltare il testo e di “entrarci” fino ad immaginare scena e azione.
Eppure è una fatica che vale la pena fare! Ci insegna a far parlare Manzoni, ad abbattere i muri tra noi e l’opera, ad attenuare i nostri pregiudizi. È un percorso che ci porterà a una familiarità speciale con il testo, che – perché no? – potrà perfino diventarci amico!

Buon Anno da Miss Chimica!

Siamo bombardati dalle statistiche e dai dati che segnalano una caduta libera di occupabilità dei nostri giovani italiani. Sarà anche tutto vero, ma non diamoci per vinti.  Soprattutto a inizio anno facciamo valere quel sano proposito di lamentarsi di meno e di fare di più. Rimanere attaccati a notizie positive che ci danno coraggio e speranza. Leggete per esempio, cosa ci ha scritto la nostra Silvia, ex alunna Frassati…ancora lontana dalla laurea, ma entusiasta e felice. Ed è questo quello che conta.

“Ciao a tutti! Come state? Mi avete chiesto cosa sto facendo adesso?
A settembre ho sostenuto diversi test d’ammissione, in particolare quello per l’Università degli Studi di Milano per il corso di laurea di Logopedia.
I numeri e le percentuali non erano certo a mio favore ( 75 posti su circa 1300 partecipanti), ma certa che quella fosse la mia strada mi sono fatta forza e ho passato la mia estate post-maturità ancora in compagnia di biologia, chimica, matematica e fisica! Nonostante la fatica di riaprire i libri, mi sono accorta che il mio studio è stato agevolato dal fatto che in cinque gli anni di liceo avevamo affrontato quelle materie in modo approfondito, tanto è vero che alcuni argomenti spiegati durante il biennio non erano solo vani ricordi, ma anzi capisaldi della mia conoscenza scientifica.
Durante i prepost ( tre giorni di studio insieme a studenti di medicina) ho saputo rispondere velocemente tanto che, quasi stupiti dalla mia prontezza, mi hanno premiata regalandomi la maglietta di “Miss Chimica”!

frassati-liceo-misschimicaSebbene i numeri non fossero molto favorevoli il mio impegno e la mia preparazione sono stati ripagati: sono arrivata 59esima per logopedia, 35esima su circa 580 partecipanti per fisioterapia presso l’Università Vita e Salute San Raffaele e 81esima su circa 1100 partecipanti per Scienze alimentari per l’Università Statale di Milano.

Teoricamente sono entrata in tutte le facoltà che ho scelto.

Concretamente ho deciso di iscrivermi al Cdl di logopedia presso l’Ospedale Luigi Sacco.

Sono molto soddisfatta del mio piccolo successo e, anche se sono ancora al primo semestre, sono molto felice della scelta presa!

A presto e Buon Anno a tutti voi!!!”

Silvia Cesana

Stay hungry, foolish… updated!

Il Liceo Frassati, con la guida e il riferimento del Prof. Paolo Trucco, ha aderito anche quest’anno al corso iOS App Development – Corso base per lo sviluppo di applicazioni per iPhone e iPad, tenutosi al Campus di Città Studi, in piazza Leonardo da Vinci a Milano. Ecco quello che scrivono Alessandro, Tommaso e Valeria:
“Recentemente abbiamo avuto la possibilità di partecipare ad un corso riguardante lo sviluppo di applicazioni per iOS, sistema operativo adottato da dispositivi mobili come iPhone ed iPad. Le lezioni sono state tenute da Francesco di Lorenzo, uno studente dell’ultimo anno di Ingegneria Informatica, che ci ha presentato le basi di un particolare linguaggio di programmazione denominato “Swift”. Oltre a noi tre di IV liceo il corso è frequentato da ragazzi universitari, che chiaramente hanno maggiori conoscenze di noi in quel campo…proprio per questo ci siamo sentiti privilegiati. Il workshop è impegnativo ma ci ha permesso di capire e comprendere meglio il funzionamento e il codice che sta dietro ad ogni applicazione che usiamo quotidianamente. Ogni singola azione che si compie, dal caricamento di una pagina alla selezione di vari elementi, è frutto di un progetto e di un duro lavoro. È stato anche molto interessante confrontarci con gli altri partecipanti, studenti universitari, che ci hanno aiutato in alcuni passaggi, per noi, complicati.
Riallacciandoci alla famosa citazione di Steve Jobs: “Stay hungry, stay foolish”. Concordiamo con lui nell’affermare che occorre sempre essere curiosi e non smettere mai di rincorrere i propri sogni; quindi qualsiasi esperienza che andiamo ad affrontare ci aiuta a capire meglio noi stessi e quello che la realtà ci potrebbe proporre in futuro.”

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Tommaso Angelon, Alessandro Mauri e Valeria Piva: sono loro i ragazzi mandati in avanscoperta, indicati dai docenti di matematica e scienze, che hanno la supervisione del corso. In primavera l’esperienza sarà estesa a tutti gli alunni della classe IV.

La Terza al Lavoro

Al Liceo Frassati è ufficialmente iniziato il progetto di Alternanza Scuola Lavoro.
E questa avventura col mondo del lavoro non poteva iniziare in modo migliore!
Sabato 28 Novembre in occasione della giornata nazionale della Colletta Alimentare tutta la classe è stata chiamata a sperimentarsi sul campo. Le foto parlano da sole!

Il Banco Alimentare si è rivelato un partner educativo eccellente. Ecco cosa ci racconta un alunno: “Ho imparato in un altro modo quello che avevo solo sentito nominare a scuola. Ci hanno accolto presentandoci le norme di sicurezza da rispettare su un luogo di lavoro, e dichiarandoci lo scopo del loro lavoro. Poi ci siamo messi all’opera! Mi ha stupito poi quando ognuno di noi è stato affiancato da un adulto. Conserverò un bellissimo ricordo di questa mattinata, tanto che ho deciso di tornare anche nel pomeriggio. Tra le risate e le correzioni del mio… “tutor.. one to one” ho scoperto che dietro un servizio come quello di aiutare gli altri c’è una complessità di fattori che fanno di un’attività di volontariato qualcosa di realmente serio e “professionale”.

Inutile dire che l’esperienza di partnership con il Banco Alimentare ha assolto pienamente il compito formativo e a nome di tutta la Frassati ringraziamo di cuore tutti quelli che hanno contribuito!

Alterniamo scuola e…

Sabato 28 Novembre: Giornata della Colletta Alimentare.
Da sempre la Frassati accoglie con entusiasmo le iniziative del Banco Alimentare. Ma quest’anno si aggiunge una novità che darà vita ad una collaborazione ancor più fruttuosa.

Gli alunni di Terza Liceo saranno i veri protagonisti.

Due gli ambiti di servizio: attività di logistica presso il magazzino di Meda e attività di promoting presso il supermercato Famila a Seveso.

Quando? Sabato Mattina. Durante le ore di scuola? Sì, perché non sarà solo una bella occasione di crescita, ma un momento formativo strutturato, con mansioni, competenze e obiettivi chiari.

frassati-colletta

Alla giornata di sabato seguirà un incontro a scuola con chi esercita la sua professione all’interno dell’azienda, per poterne capire mission, metodo e struttura organizzativa.

Che la Frassati proponga ai suoi ragazzi un’esperienza formativa fuori dai banchi di scuola non è una novità, ma questo è un ulteriore passo avanti, in linea con la legge 107/2015 che prescrive alle scuole secondarie di secondo grado di avviare percorsi di alternanza scuola-lavoro, per un totale di circa 200 ore da distribuire nel triennio.

Non finisce qui: nel pomeriggio di sabato alcuni ragazzi di tutte le classi, insieme ai loro professori, hanno scelto di regalare volentieri il loro tempo in altri punti vendita del territorio, accogliendo l’invito del Papa di “educarci all’umanità e a quella carità che è un dono traboccante di passione per la vita”.

Una domanda di verità sempre aperta

Cambiare è possibile, anche se si è nati in una realtà di violenza e atrocità. La storia di Farhad Bitani, vissuto sotto il regime dei talebani e oggi ambasciatore di pace.

Martedì 13 Ottobre 2015 la scuola ha promosso un incontro: una testimonianza singolare. Abbiamo incontrato un uomo afgano che ci ha raccontato la sua storia, o meglio la storia del suo cambiamento. Ciò che più mi ha colpito durante il suo racconto è stato che Farhad ha sempre avuto una domanda di verità nel suo cuore. Quest’uomo è nato in una famiglia di Pashtun, un’etnia afgana, il cui padre era ed è generale di un gruppo estremista islamico. Durante la sua vita ha visto accadere molte ingiustizie e atrocità che però non lo hanno inghiottito, non lo hanno trasformato in un “animale” senza coscienza. Farhad ci ha raccontato di come lui si sia sempre chiesto il perché delle violenza che vedeva: ad esempio di fronte ad un’esecuzione di una madre accusata di adulterio che veniva lapidata di fronte ai suoi due figli in lacrime lui si è domandato se quella fosse giustizia, se fosse vero che quella povera donna sofferente si meritasse di essere uccisa, di essere insultata e umiliata. Dopo averci raccontato questo episodio lui ci ha parlato di un “punto bianco”, un luogo nel nostro cuore dove è conservata l’umanità di ognuno, anche del più spietato essere umano. Ha detto che, seppur all’interno di una situazione così difficile, la pietà per la donna è venuta fuori dal suo cuore e attraverso alcune domande da lei provocate ha incominciato a chiedersi se la violenza fosse ciò che il suo cuore realmente desiderava. Da questo episodio è iniziato un seme di un cambiamento che è poi continuato quando, nel 2005 Farhad è andato in Italia per studiare. Appena arrivato dall’Afghanistan in Italia, Farhad riteneva tutti coloro che vedeva infedeli da uccidere, poi grazie a piccole attenzioni di gente sconosciuta o di amici conosciuti in Italia, Farhad ha cominciato a chiedersi se questa gente fosse davvero “il male” da condannare. Perché degli infedeli si preoccupavano di lui, lo consolavano, lo accoglievano a casa loro, facendo attenzione a non mangiare carne di maiale così da non mettere in imbarazzo il loro ospite musulmano? Queste domande lo hanno fatto pensare. Successivamente, grazie all’incontro con alcuni cattolici ha incominciato a capire che gli “infedeli” non sono per forza cattivi ma, anzi, il cristianesimo lo ha aiutato a riscoprire la vera natura dell’Islam.

Farhad grazie alla sua grande domanda di verità sempre aperta è riuscito a combattere i pregiudizi che gli erano stati inculcati. Ha riscoperto se stesso e questo ha cambiato la sua vita, che ora spende per essere ambasciatore di pace.

Simone Lancellotti, classe  I

Incontrando un cuore afgano

La scuola è iniziata da appena un mese e già il calendario è ricco di eventi: visite, mostre e incontri. La passione ad approfondire il tema dell’uomo ha proprio caratterizzato questo inizio, in particolar modo l’incontro con il dott. Alfonso Fossà e la sua esperienza con AVSI nei campi profughi di Aleppo e il secondo con Farhad Bitani.

Incontro FarhadFarhad, classe 1986, afgano, figlio di un generale che ha combattuto prima contro l’invasore sovietico e poi contro i talebani, autore del libro “L’ultimo lenzuolo bianco“, nell’estate scorsa era stato conosciuto da alcuni studenti del liceo durante una vacanza in montagna. Colpiti dalla sua esperienza hanno fortissimamente voluto che anche tutti i propri compagni lo potessero conoscere e ascoltare la sua storia.

Incontro FarhadFarhad

 

 

 

 

Martedì 13 ottobre questo desiderio si è realizzato: tutto il liceo, unitamente ai ragazzi delle terze medie della Frassati, ha incontrato Farhad presso il salone dell’oratorio di Baruccana. 150 ragazzi dai 13 ai 19 anni, due ore di dialogo appassionante: un silenzio rapito di ascolto, il racconto, le domande e il grande applauso commosso di ringraziamento alla fine.

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Ecco come ne parla la stampa

Fossà racconta il Medioriente

Il 15 settembre, primo giorno di scuola, gli alunni di terza media hanno incontrato Alfonso Fossá, medico di Avsi. Egli ha condiviso con i ragazzi le vicende attraverso le quali la sua vocazione di medico lo ha portato a partecipare alla costruzione di diverse opere umanitarie, partendo dal Congo e arrivando fino all’Iraq, in aiuto alle drammatiche condizioni dei profughi in fuga dalle violenze dell’Isis.

Ascoltando la sua testimonianza, ci è stata aperta non solo una finestra sul mondo contemporaneo, ma siamo anche stati invitati a riflettere su come “io mi conosco veramente solo aprendomi all’altro”.

La Preside presenta Alfonso Fossà, Dirigente sanitario e medico di AVSI

La Preside delle Medie presenta Alfonso Fossà, dirigente sanitario e medico di AVSI

L’incontro ha costituito l’avvio del percorso dell’Orientamento, inteso non solo come accompagnamento alla scelta della scuola superiore, ma soprattutto possibilità della conoscenza di sé, della valorizzazione delle proprie capacità e della espressione del desiderio della propria soddisfazione e utilità.

Le parole di Fossà colpiscono anche gli alunni del Liceo

Due settimane dopo anche il Liceo Scientifico ha usato la medesima strategia alternativa di fare didattica: lo studio della storia e della geografia è diventata un’esperienza viva. Ascoltare Fossà è stato come vedere un uomo implicato direttamente con un dramma che a volte rischia di essere relegato solo alla TV.

 

La bellezza salverà il mondo

Domenica 27 Settembre – I ragazzi del Liceo Frassati inaugurano con Dante la mostra di Arcabàs, nel Santuario di San Pietro Martire a Seveso.
Ecco le parole di uno dei protagonisti della giornata:

“Partecipare alla rappresentazione della preghiera di S. Bernardo (Vergine Madre) tratta dal Paradiso di Dante nella cornice del santuario di S. Pietro Martire è stato per me molto significativo, innanzitutto per l’atmosfera suggestiva in questo luogo sacro si è creata; inoltre riuscire a rappresentare un testo letterario in maniera cosi sentita è indice di una comprensione personale profonda e di una padronanza di questo brano che è diventata piena.

rappresentazione di Vergine Madre da parte dei ragazzi della scuola nel Santuario di Seveso

rappresentazione di Vergine Madre da parte dei ragazzi della scuola nel Santuario di Seveso

Tuttavia la ragione per cui sono proprio grato di aver partecipato a questo evento è che mi ha permesso di abbattere il muro che, a scuola, si è creato tra Dante e gli studenti, riscoprendo così un Dante più umano, più vicino a me, che prova le mie stesse emozioni.”

Andrea Milillo – classe IV