Valutazione

Diversi sono i momenti di valutazione dell’esperienza educativa e didattica che si compie nella scuola.

VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI

Attraverso la valutazione l’insegnante individua le conoscenze raggiunte dagli alunni nelle diverse discipline, le competenze e le capacità acquisite attraverso il lavoro proposto; confronta il livello raggiunto con le reali possibilità dello studente; riconosce l’atteggiamento con cui l’alunno affronta il lavoro, indica i passi ancora da percorrere e sostiene l’impegno necessario per la continuazione del lavoro. Strumenti privilegiati della valutazione sono l’osservazione attenta e sistematica da parte dell’insegnante per cogliere e fissare elementi significativi sia nel quotidiano svolgersi delle lezioni sia nei rapporti con compagni e adulti; le verifiche in itinere legate agli obiettivi specifici di apprendimento del percorso didattico; le verifiche sommative effettuate al termine di ogni unità di apprendimento che abituano l’alunno a rendere ragione di ciò che fa ed impara mettendo a frutto le competenze raggiunte.

VALUTAZIONE DELLA CLASSE

La proposta educativa, l’impostazione dell’attività didattica, l’adeguatezza delle strategie e degli strumenti scelti sono oggetto di valutazione e di verifica nei consigli di classe e nelle assemblee di classe in cui docenti e genitori si confrontano, nelle rispettive competenze e ruoli, sui passi degli alunni, sulle attività scolastiche, sulle difficoltà e sui risultati raggiunti nell’esperienza della classe.

VALUTAZIONE DELL’ATTIVITÀ DEGLI INSEGNANTI

Oltre ai Consigli di Classe, il Collegio Docenti è l’ambito privilegiato della valutazione e verifica della proposta educativo-didattica e della sua realizzazione nelle singole classi. La valutazione del Collegio Docenti è tesa a rendere gli insegnanti più consapevoli della loro posizione educativa, approfondire la competenza professionale, far emergere il valore metodologico del lavoro interdisciplinare.

VALUTAZIONE DELLA SCUOLA

La valutazione della scuola, intesa come corrispondenza e coerenza tra l’ideale culturale e l’esperienza che nella scuola si propone e si vive, è responsabilità dell’Ente Gestore. La reale qualità della proposta e la crescita umana e culturale dei ragazzi sono verificate in primo luogo dalle famiglie che diventano perciò i primi soggetti di promozione della scuola.

Da alcuni anni è stato reintrodotto il voto di comportamento.

CHE COS’E’ IL VOTO DI COMPORTAMENTO?

Una definizione di massima potrebbe essere questa: è un giudizio espresso dagli insegnanti sul modo in cui l’alunno si mette in gioco nell’esperienza scolastica.
Ciò significa prima di tutto che la scuola chiede all’alunno di mettersi in gioco, di accettare una provocazione e di rispondere ad un proposta educativa in prima persona, senza risparmiare nulla di sé e , soprattutto, senza risparmiare nulla all’insegnante, che di tale proposta educativa è il principale mediatore.

Ciò premesso, è naturale che vi siano tante modalità di intendere l’esperienza scolastica quanti sono gli insegnanti che si riuniscono per formularne un giudizio: ogni insegnante, infatti, propone ai suoi alunni un’esperienza scolastica unica e diversa dalle altre, tanto più che ciascuna disciplina ha, di per sé, caratteri “esperienziali” che le sono propri e specifici, e che difficilmente potrebbero appartenere ad un’altra disciplina. D’altra parte è necessario individuare alcuni criteri comuni e condivisi attraverso i quali sia possibile osservare la pluralità delle esperienze scolastiche – nella specificità di ciascuna disciplina, di ciascun insegnante e di ciascun alunno – in maniera il più possibile omogenea e coerente. La riflessione che abbiamo condiviso nei nostri incontri e negli scambi quotidiani ha chiarito non solo l’urgenza di questa necessità, ma anche l’utilità del confronto e l’esistenza di un punto di vista comune sulla scuola e sugli alunni che le fanno diventare quell’esperienza unica che tutti amiamo e conosciamo.

Dalle discussioni e dalle riflessioni che abbiamo condiviso, sono emerse alcune linee guida che potrebbero aiutarci non solo nella formulazione dei giudizi di comportamento, ma anche nel difficile compito di dare ad essi un valore pieno ed educativo, allontanandoli dal pericolo di essere una pura e semplice appendice della scheda di valutazione.

Poiché l’esperienza scolastica nella sua globalità si può definire in termini di Domanda – una domanda di apertura e paragone che la scuola, e chi ne fa parte, non deve mai dimenticare di porre – allora è chiaro che il primo livello di valutazione del comportamento è quello della risposta che l’alunno dà a tale domanda (che è domanda di apertura e ascolto, paragone e relazione, responsabilità e collaborazione): occorre avere un occhio attento alla disponibilità alla collaborazione mostrata dall’alunno; alla sua capacità di mantenere viva e rilanciare agli altri la preziosa alleanza con l’insegnante sulla quale si fonda l’esperienza dell’apprendere; alla sua disponibilità a porre domande – di chiarimento o di approfondimento – che contribuiscano a creare il clima adatto all’apprendimento di classe; alla sua attenzione nei confronti di tutto ciò che impedisce all’esperienza scolastica di essere fluida, dinamica e lineare (da questo punto di vista, le dimenticanze del libro o del materiale sono un segno della responsabilità che l’alunno nutre e manifesta nei confronti di se stesso all’interno dell’esperienza scolastica); alla qualità del suo lavoro a casa, che rivela la forza del desiderio di crearsi uno spazio attivo e personale all’interno del proprio percorso di apprendimento.
Poiché, poi, l’esperienza scolastica non si esaurisce nello spazio della classe, ma prosegue travalicandone le pareti, è necessario che la valutazione del comportamento comprenda anche l’attenzione nei confronti dei momenti destrutturati (pausa mensa; intervallo): è necessario osservare e valutare la capacità e la caparbietà del mettersi in gioco – anche nel gioco – e, insieme, il rispetto dimostrato nei confronti degli altri e degli spazi comuni.

Per non essere un’appendice della scheda di valutazione, il “voto” di comportamento deve racchiudere il più possibile la complessità di fattori che danno sostanza all’esperienza che quotidianamente sperimentiamo con i nostri alunni. Dev’essere perciò vivificato dal desiderio di studiare in quale maniera la proposta educativa di cui siamo mediatori attecchisce nel terreno individuale di ciascun alunno: ogni componente dell’esperienza scolastica – dall’accuratezza del lavoro a casa all’atteggiamento in classe, dalla prontezza nel rispondere alle sollecitazioni dell’insegnante alla disponibilità al lavoro comune, dalla serietà del lavoro individuale alla spensieratezza dei momenti di gioco e aggregazione – costituisce un mattone della voce “comportamento”; ed ognuno di questi aspetti, soprattutto, costituisce un’occasione preziosa di interrogazione che l’insegnante fa su di sé e nei confronti di ogni singolo alunno. L’atteggiamento migliore è quello stupito di chi, sedendosi a valutare, guarda l’alunno nella sua apertura e singolarità di “opera d’arte”.