Un viaggio tra arte, spiritualità ed educazione attraverso gli affreschi di Giotto dedicati a San Francesco. È stato questo il cuore dell’incontro “Francesco secondo Giotto”, svoltosi lunedì 1° giugno all’Auditorium di Piazza Risorgimento a Seregno, promosso nell’ambito della Festa degli Amici del Candia con il patrocinio del Comune di Seregno.
La serata si è aperta con il saluto dell’assessora Federica Perelli, che ha portato il sostegno dell’amministrazione comunale all’iniziativa. L’evento era inserito nel programma della Festa degli Amici del Candia, associazione di genitori nata oltre dieci anni fa per sostenere l’opera educativa dell’Istituto Candia.
Nel suo intervento introduttivo, il rettore Daniele Ferrari ha richiamato il tema scelto per la festa, tratto dalla lettera apostolica di Papa Leone XIV: “Educare è un atto di speranza”. Un’espressione che racchiude il significato dell’impegno educativo di famiglie e insegnanti, chiamati a trasmettere ai giovani non solo conoscenze e competenze, ma soprattutto uno sguardo capace di riconoscere il valore e il significato della realtà.
«Educare significa introdurre al significato della realtà», ha sottolineato Ferrari, richiamando il Cantico delle Creature di San Francesco come testimonianza di uno sguardo che riconosce nella bellezza del mondo il segno di un significato più grande. Da qui la scelta di dedicare l’incontro alla figura del santo di Assisi, nell’ambito dell’anno giubilare francescano indetto in occasione dell’ottocentesimo anniversario della sua morte.
Protagonista della serata è stato il professor Roberto Filippetti, storico dell’arte e divulgatore, che ha guidato il pubblico alla scoperta del ciclo francescano realizzato da Giotto nella Basilica Superiore di Assisi. Attraverso immagini ad alta definizione, confronti con gli affreschi della Cappella Bardi di Firenze e continui rimandi alla poesia di Dante, Filippetti ha mostrato come il giovane maestro toscano abbia rivoluzionato il linguaggio artistico del suo tempo.
L’arte di Giotto, ha spiegato il relatore, non si limita a illustrare episodi della vita del santo, ma coinvolge profondamente l’osservatore. La tridimensionalità degli spazi, la concretezza dei volti e dei gesti, la forza narrativa delle scene favoriscono un’immedesimazione che rende il fedele partecipe dell’esperienza raccontata. Un’arte che non allontana dal mistero, ma lo rende vicino e umano.
Particolarmente suggestiva è stata la rilettura della conversione di Francesco, rappresentata da Giotto come un autentico cambiamento di orientamento della vita. Attraverso dettagli spesso invisibili a un primo sguardo, come la diversa direzione della luce nelle scene successive all’incontro con il Crocifisso di San Damiano, il pittore comunica la svolta decisiva vissuta dal giovane assisiate.
La presentazione ha inoltre permesso di ammirare virtualmente le ventotto Storie francescane della Basilica di Assisi nella loro cromia originaria, ricostruita grazie agli studi del restauratore Giuseppe Basile. Un’occasione per riscoprire un patrimonio artistico straordinario e per cogliere il legame profondo tra bellezza, fede e conoscenza.
Più di duecento i partecipanti, tra adulti e bambini. Un incontro che ha ricordato come la bellezza possa ancora oggi rappresentare una strada privilegiata per educare, conoscere la realtà e riscoprire il significato della propria esistenza.
